Miti e leggende su CAVOK

CTA Franco STACCIOLI

 

Il nostro settore è pieno zeppo di false convinzioni, erronee certezze che poggiano, forse, su di un immaginario collettivo che strizza l'occhio al mondo anglosassone... E questa mia considerazione non si limita solo all'ambito del controllo del traffico aereo né tanto meno a quello della fornitura dei servizi del traffico aereo, ma trova complici anche chi, questi servizi, li usa per propri fini professionali e dovrebbe, quindi, pretendere una completa e seria fornitura.

Tutta questa mia "sfuriata" per una piccola ed insignificante sigla: CAVOK.

Chi ha occasione d'ascoltare le frequenze T/B/T o chi frequenta le sale operative AIS e meteo, avrà sicuramente notato il duplice spelling del termine (anche se la fraseologia standard prevede che il termine si debba pronunciare "CAV-O-KAY", Doc 4444 - Part X); siccome credo che non sia un puro e semplice problema linguistico, cercherò qui di seguito di illustrare questo "grave" problema.

CAVOK è il termine da usarsi qualora si verifichino simultaneamente le seguenti condizioni meteo al momento dell'osservazione:

  1. Visibilità >= 10 chilometri

  2. Nessuna nube al di sotto di 1500 metri (5000 piedi) o al di sotto della più alta altitudine minima di settore, ove sia più alta di 1500 metri (per l'aeroporto di Bologna è 8500 piedi)

  3. Assenza di Cumulonembi

  4. Nessuna precipitazione, né temporali, né tempeste di sabbia o di polvere, né shallow fog (strato sottile di nebbia al suolo, per intenderci quella che, dalla Torre di Controllo, permette di vedere le derive degli aerei ma non la loro fusoliera...), né scaccianeve, polvere o sabbia bassa.

In presenza delle sovraelencate condizioni, le informazioni sulla visibilità generale, sui valori di RVR, sul tempo presente, sul tipo-quantità-altezza delle nubi devono essere sostituite del termine CAVOK in tutti i riporti meteorologici.

Sulla più alta altitudine minima di settore la definizione interviene stabilendola come la più bassa altitudine che può essere usata in condizioni d'emergenza e che garantisca una separazione minima di 300 metri (1000 piedi) da qualsiasi oggetto collocato in un'area contenuta in un settore di circolo il cui raggio sia di 46 Km (pari a 25 miglia nautiche) e il cui centro coincida con una radioassistenza alla navigazione aerea [1].

In qualche testo è possibile trovare la traduzione del termine CAVOK come ceiling and visibility ok; è, questa, un'erronea traduzione del termine del codice, ma soprattutto un'infondata e distorta concezione del termine ceiling: se si ammettesse come buona la traduzione della "C" come ceiling ci troveremmo in condizioni di CAVOK solo quando ci fosse assenza (o presenza?) del ceiling stesso.

A riguardo l'ICAO è categorico e definisce il ceiling come l'altezza, riferita all'elevazione dell'aeroporto, della base dello strato più basso delle nubi, al di sotto di 20000 piedi (6000 metri), che copre più della metà del cielo (copertura broken BKN) [2]: al di fuori di queste condizioni non esiste ceiling, ma ciò non significa che non si sia in condizioni di CAVOK.

Facciamo un esempio: se trovo nel Met Report SCT 090, sono in condizioni di CAVOK?

Se l'osservazione è stata effettuata da un operatore presso la stazione aerologica di Bologna (di cui conosco l'altitudine minima di settore pari a 8500 piedi) posso constatare che l'altezza della base è superiore alla minima di settore, ma la copertura non è superiore alla metà del cielo, cioè rientro nelle condizioni previste per il CAVOK (no cloud below the highest minimum sector altitude...), ma disattendo la definizione di ceiling (the lowest layer... covering more than half the sky). Cioè, in questo caso, se seguissi la traduzione di Ceiling and Visibility OK, il ceiling... non sarebbe OK!

Anche facendo un esempio opposto al precedente arriviamo alla stessa conclusione di errata interpretazione: cosa avviene con una copertura FEW 050? La copertura riportata non è ceiling perché inferiore alla metà del cielo, ma la presenza di nubi al di sotto della minima di settore mi inibisce la definizione di CAVOK...

Anche se numerosi testi specifici danno ragione alla traduzione di CAVOK come ceiling and... (ne cito solo alcuni, tra cui l'ottimo testo "Meteorologia Aeronautica" di Colella [3], il testo di Cannizzaro [4], le dispense Alitalia [5], il mitico Visani [6], la "bibbia" di Eichenberger... [7]) l'unico modo per appurare l'esatta interpretazione del termine è quello di rifarsi ai testi ufficiali, primo fra tutti l'Annex 3 Meteorology [8], ma anche l'Official Guide to Basic Flight Information and ATC Procedures dell'F.A.A. [9], dove al termine CAVOK la definizione riporta: "... no clouds below 5000 ft or below the highest minimum sector altitude whichever is greater...".

Per finire questa serie di riferimenti, nell'AIP-Italia, alla sigla CAVOK, troviamo la seguente definizione: "Visibilità, nubi e tempo presente migliori dei valori o delle condizioni prescritti (visibility, clouds and present weather better than prescribed values or conditions)". [10]

Come spiegare questa continua serie di palesi contraddizioni? Sicuramente in un uso spregiudicato del termine ceiling, qui inteso come parametro meteorologico: ancora la maggioranza degli addetti ai lavori identifica il ceiling come la base delle nubi, mentre il termine non ha assolutamente alcuna valenza meteorologica.

Provate a leggere l'Annesso 3 e non troverete mai il termine ceiling... Per il semplice fatto che state leggendo nell'Annesso sbagliato; basterà leggere l'Annex 2 Rules of the air per capire che le uniche (e peraltro complesse) implicazioni operative della presenza o meno del ceiling hanno ripercussioni sulle regole del volo. Se esiste un determinato valore minimo di ceiling sarà possibile, o meno, fare un volo in accordo alle Regole del Volo a Vista, sarà possibile, o meno, effettuare un Visual Approach, dovrò accendere le luci di asse pista e quelle della zona di contatto...

Quindi, alla lettura (oppure al readback) del bollettino meteo, evitiamo di dire ceiling and visibility ok... OK?
 

 


[1] International Civil Aviation Organization, Aircraft Operations Procedures - Doc 8168 OPS/611, Vol. 1 Part 1 Chapter 1, Montreal 1993, pag. 1-2

[2] International Civil Aviation Organization Procedures for Air Navigation Services - RULES OF THE AIR AND TRAFFIC SERVICES - Doc 4444-RAC/501, thirteenth edition, Montreal, 1996 - Part 1. Definitions pag. 1-4 "... the height above the ground or water of the base of the lowest layer of cloud below 6000 m (20000 ft) covering more than half the sky"

[3] Colella G., Meteorologia aeronautica, III edizione, IBN Editore, Roma, 1997, pag. 225

[4] Cannizzaro I., Meteorologia aeronautica - Fondamenti ed applicazioni, Gianni Iuculano Editore, Pavia, 1989, pag. 280.

[5] Alitalia - Servizio Addestramento P.N. - Ufficio Add.to Tecnico Prevolo, Meteorologia, Roma, 1981, pag. 3.17

[6] Visani G., Il nuovo pilota moderno, Mursia, Milano, 1979, pag. 418.

[7] Eichenberger W., Elementi di meteorologia - Corso per piloti d'aereo e tecnici di volo, Mursia, Milano, 1990, tabelle allegate al testo, anche se credo che in questo caso abbia giocato in buona parte la traduzione dall'originale...

[8] Il testo originale riporta: When the following conditions obtain simultaneously at the time of observation: a) visibility, 10 km or more; b) no cloud below 1500 m (5000 ft) or below the highest minimum sector altitude, whichever is greater, and non cumulonimbus; c) no precipitation, thunderstorm, shallow fog or low drifting snow; information on visibility, RVR, present weather and cloud amount, type and height shall be replaced in all meteorological reports by the term CAVOK" in ICAO, Annex 3 - Meteorological Service for International Air Navigation, Chapter 4 "Meteorological Observations and Reports",  Montreal, 1983, 4.13.3.

[9] Federal Aviation Administration, Airman's Information Manual - Official Guide to Basic Flight Information and ATC Procedures, Washington DC, 1991, pag. 7.1.32.

[10] ENAV Servizio Tecnico Operativo/AIS, AIP Italia, Roma, 1991, pag. GEN. 2-4