Citazione:Originariamente inviato da gianmarko
scusate l'insistenza, ma nessuno e' ancora riuscito a mostrarmi o indicarmi la norma che stabilisce che il VDS e' esentato dal presentare FPL per attraversare confini, mentre esiste una norma che prescrive l'esatto contrario.
La norma prevede che gli aeromobili che operino secondo le regole del volo a vista presentino piano di volo quando attraversano i confini FIR.
Ma i VDS non operano secondo le regole del volo a vista, in quanto, pur mantenendo condizioni VMC, non rispettano le regole dell'aria relative al volo VFR (vedi per esempio le altezze minime, dove anzi siete obbligati a tenervi al di sotto delle "canoniche" minime altezze per i voli VFR) quindi in effetti, non si vola propriamente secondo le regole VFR.
(1° buco normativo)
Citazione: il MO non ha alcuna validita' legale, e' un documento interno che tra l'altro non sembra possa neanche essere mostrato a estranei, quindi come documento interno e' certamente escluso che abbia alcuna rilevanza legale
Sicuramente le leggi e i regolamenti nazionali stanno "al di sopra" del MO, ma è pur vero che i CTA si rifanno allo stesso MO per quanto riguarda la fornitura dei servizi ATS.
Nel MO è riportata la dicitura "il manuale viene utilizzato nella fornitura dei servizi ATS in Italia, per i voli GAT o OAT"
Ora, i voli GAT sono quelli che operano in accordo al regolamento CE 549/2004 e cioè "l'insieme degli a/m (civili o statali) che operano in accordo alle procedure dell'ICAO"
Ma qui sorge il primo dubbio.
I VDS non operano in accordo alle procedure ICAO (tra le quali anche le regole dell'aria, generali e IFR o VFR che siano)
Quindi automaticamente ci si chiede il perchè si debba fornire servizi ATS ai VDS...
Citazione: mi ripugna un po ricordarlo qui, ma vorrei dire che la funzione di ENAV e del suo personale e' di assistere chi vola, non di fare il carabiniere dell'aria cercando di applicare tra l'altro regole apparentemente inesistenti.
chi sostiene che il VDS non vola in VFR poi fa un esercizio puramente retorico.
forse si vuole cercare di dimostrare che i velivoli ultraleggeri non esistono. in caso qualche altro velivolo che invece "esiste" un ULM se lo dovesse trovare in rotta di collisione, chi va a spiegare a quel pilota che quell'aggeggio che gli e' sfrecciato poco distante non esisteva?
Su questo non saprei che dire...
Il mio punto di vista personale è il seguente:
1) Mi chiama un VDS, io dico che non sono tenuto a fornire il servizio. Chiudo le comunicazioni non applicando "il modus operandi del buon padre di famiglia".
30 NM dopo succede qualcosa, qualsiasi cosa.
Chi mi assicura che il giudice non verrà a dirmi "ma se tu avessi fornito il servizio questo non sarebbe successo"?
2) Mi chiama un VDS.
Fornisco il servizio, trattandolo come un normale aeroplano.
Faccio il "botto" (sottoseparazione generica)
Chi mi assicura che ENAV non mi verrà a dire "è colpa tua, il servizio ai VDS non va fornito"
Oppure, situazione forse più realistica, chi mi assicura che il pilota del VDS abbia una preparazione teorica tale da poter volare entro uno spazio aereo dove vengono forniti i servizi ATS?
Quindi, pur immedesimandomi in voi piloti di VDS, devo ammettere che mi troverei veramente in difficoltà nel ricevere una vostra chiamata...
Citazione: tra l'altro, ch mi spiega perche' a me i CTA negano qualunque servizio che invece viene prontamente dato agli ulm registrati all'estero o magari a san marino?
la risposta "non si puo' sapere che e' un ULM" non vale. perche invece si sa eccome.
Questo non lo so, ma probabilmente gli ULM degli stati in questione, quando vengono registrati diventano aeromobili a tutti gli effetti, non vengono considerati più VDS e come tali vengono trattati.
Ritornando poi al fatto che negli altri stati i servizi ATS vengano forniti anche ai VDS.... Beh signori, qui non so cosa dirvi.
Spero di aver espresso il mio pensiero in maniera chiara...
Saluti